La legge di Bilancio 2026 introduce un pacchetto di interventi significativi in materia di genitorialità, disabilità e salute nei luoghi di lavoro, con impatti diretti sull’organizzazione del personale delle pubbliche amministrazioni.
Sul fronte del congedo parentale, viene innalzato da 12 a 14 anni il limite anagrafico del figlio entro il quale è possibile fruire dell’istituto. La modifica interessa non solo il congedo parentale “ordinario”, ma anche il prolungamento del congedo e le ipotesi di adozione e affidamento. Resta invariato il trattamento economico, che negli ultimi anni è stato progressivamente rafforzato: per i dipendenti pubblici che hanno concluso il congedo di maternità dal 1° gennaio 2025, sono previsti complessivamente 11 mesi di congedo parentale, di cui 9 retribuiti, con percentuali differenziate.
Novità anche per i congedi per la malattia dei figli tra i 3 e i 14 anni: i giorni annui passano da 5 a 10, restando non retribuiti. Nessuna modifica, invece, per i figli fino ai 3 anni.
La manovra rafforza inoltre i controlli sui permessi per l’assistenza ai disabili gravi, sul congedo straordinario e sui congedi parentali. L’INPS potrà verificare, su richiesta delle amministrazioni, la permanenza dei requisiti sanitari, mentre gli enti saranno tenuti a trasmettere nuove informazioni nelle denunce mensili contributive, secondo modalità che saranno definite dall’Istituto.
Infine, una novità rilevante riguarda la salute e sicurezza sul lavoro: il tempo dedicato alle visite mediche obbligatorie (escluse quelle preassuntive) dovrà essere computato come orario di lavoro. Una modifica che incide direttamente sulla gestione dei tempi di lavoro e sull’organizzazione dei servizi.
Sul Blog di Pi.Co. è disponibile un approfondimento in materia mentre sul Forum di Pi.Co. è stata aperta una discussione.
Redattore: Redazione UPI